Economia circolare

Economia circolare «è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola» (Ellen MacArthur Foundation). L’economia circolare è dunque un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi.

Per l’industria del cemento tutto si traduce nel trasformare i rifiuti in risorsa recuperando materia ed energia da scarti derivati da altri processi industriali che, a valle di tutte le valorizzazioni più nobili, non avrebbero altra destinazione se non la discarica.

Maggiori info su recupero di materia e recupero di energia (dati AITEC 2017)

AITEC Aderisce al progetto di Confindustria:

Princìpi generali per il recupero di rifiuti in cementeria

  1. Rispetto della gerarchia generale della gestione dei rifiuti, senza abbandonare gli sforzi per la riduzione complessiva di essi. I rifiuti non devono essere utilizzati nei forni da cemento finché è possibile un loro riciclaggio e recupero economicamente ed ecologicamente più vantaggioso. La co-utilizzazione, infatti, è parte integrante di un moderno sistema di gestione dei rifiuti, poiché offre alla collettività una soluzione ambientalmente compatibile e un'opportunità di recupero e valorizzazione di quei residui che non possono più essere riciclati o riutilizzati. Si tratta di una soluzione in linea con le disposizioni comunitarie e nazionali, nonché gli accordi internazionali di riferimento, e in particolare con i principi dell'economia circolare.
  2. Evitare emissioni aggiuntive e impatti sulla salute umana, prevenendo o riducendo al minimo possibile gli effetti negativi dell'inquinamento sull'ambiente e sulla salute umana. Le emissioni in atmosfera, su base statistica, non devono perciò superare quelle che deriverebbero dall'uso di combustibili tradizionali.
  3. La qualità del cemento prodotto deve essere sempre garantita. Il prodotto (clinker, cemento, calcestruzzo) non deve essere considerato come "punto di accumulo" o destinazione finale dei metalli pesanti e non deve avere alcun impatto negativo sull'ambiente. L'assenza di impatti deve essere dimostrabile, ad esempio testando il rilascio di sostanze nocive.
  4. Le aziende devono essere qualificate, avere esperienza in campo ambientale e della sicurezza ed essere in grado di fornire tutte le informazioni pertinenti al pubblico e alle autorità preposte. Questo significa: utilizzare personale esperto; avvalersi di procedure e sistemi di gestione che comprovino l'impegno nel campo della protezione dell'ambiente, della salute umana e della sicurezza dei lavoratori; assicurare il pieno rispetto delle prescrizioni di legge, delle norme, delle direttive e dei regolamenti applicabili; e prevedere rigorosi controlli su tutti i materiali (materie prime e residui) in entrata, monitorando anche tutti i parametri di processo richiesti per un'efficace co-utilizzazione. Infine, è necessario assicurare buone relazioni e trasparenza d'informazione con i cittadini e con tutti gli attori coinvolti nella gestione dei rifiuti a livello locale, nazionale e internazionale.
  5. L'implementazione della co-utilizzazione deve tener conto delle circostanze locali: le norme e le procedure devono rispettare il principio di flessibilità sulla base delle caratteristiche tecniche dei singoli impianti, delle considerazioni locali e di un'adeguata analisi dei costi e dei benefici ambientali, riflettendo le caratteristiche e le necessità specifiche del territorio.

Perché si usano i rifiuti in cementeria

Per risparmiare risorse naturali

Per ridurre il consumo di combustibili fossili non rinnovabili

Perché si mantiene inalterata la qualità del cemento

Perché il processo produttivo è costantemente sotto controllo e le emissioni monitorate

Perché l'impatto emissivo non subisce peggioramenti

Perché il recupero in cementeria è previsto a livello EU dalle BAT (Best Available Techniques)

Perché al beneficio strategico ed ambientale si aggiunge un fattore economico virtuoso, sia per il produttore, che risulterà più concorrenziale sui mercati in cui opera, che per il contribuente per poter risparmiare sulla tassa dei rifiuti

Perché la cementeria non produce residui solidi di processo, al contrario di un termovalorizzatore dal quale residuano scorie e ceneri di materiale incombusto

Perché i forni di cemento sono già disponibili e possono evitare, almeno parzialmente, la costruzione di nuovi impianti di incenerimento e quindi di nuovi punti di emissione. Di conseguenza le emissioni totali si riducono o non se ne aggiungono, non essendoci bisogno di attivare processi ausiliari di combustione